Raspberry Pi 400

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Dopo mesi di prove, e amore incondizionato, sono finalmente pronto per recensire il penultimo nato di casa Raspberry ovvero Raspberry Pi 400.

Tipologia di oggetto

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Raspberry Pi 400, nome in codice Progetto Commodore 64 è la fusione fra un Raspberry Pi 4 Model B 4GB e la tastiera ufficiale della fondazione. Il Pi 400 non monta un Pi 4 classico bensì una scheda con gli stessi componenti ma di forma diversa. Anche il case della tastiera è leggermente più "alto" per far spazio alle porte e al dissipatore di calore.

Pi400-scheda

Il risultato è una tastiera dal design gradevole che una volta collegata a mouse e monitor è un computer completo. Si raggiunge il top della pulizia sulla scrivania quando si collega un mouse senza filo (in quel caso solo due cavi escono dal case, alimentazione e HDMI).

Hardware

Le caratteristiche hardware come anticipato sono molto simili a quelle di un Pi 4:

  • Processore Broadcom BCM2711 quad-core Cortex-A72 (ARM v8) 64-bit SoC @ 1.8GHz
  • 4GB LPDDR4-3200
  • Wireless LAN Dual-band (2.4GHz and 5.0GHz) IEEE 802.11b/g/n/ac
  • Bluetooth 5.0, BLE
  • Gigabit Ethernet
  • 2 porte USB 3.0 e 1 porta USB 2.0
  • GPIO 40-pin
  • 2 porte micro HDMI (supporto per più di 4Kp60)
  • H.265 (4Kp60 decode); H.264 (1080p60 decode, 1080p30 encode); OpenGL ES 3.1, Vulkan 1.0
  • MicroSD card slot per sistema operativo e memorizzazione dati
  • Tastiera compatta 78 o 79 tasti (in base al layout regionale)
  • Alimentazione 5V DC via USB C

Differentemente dal Pi 4 il processore, vista l'elevata dissipazione e quindi le basse temperature, passa da 1.5 GHz a 1.8 GHz, con potenziale overclock fino a ben 2.2 GHz. Perdiamo invece:

  • una porta USB 2 (logico visto che di solito viene usata per collegare una tastiera)
  • il jack audio
  • lo slot CSI per fotocamera Pi camera
  • lo slot DSI per display

Raspberry Pi 400 è venduto in due versioni: singolo e in kit. Il singolo si trova a 74,90 euro mentre il kit, al momento introvabile, costa 119 euro. Il kit contiene:

  • Raspberry Pi 400 con layout di tastiera scelto (ma dai)
  • Mouse USB ufficiale dal cavo molto corto, cosa strana visto che la porta USB 2 è posizionata all'estrema sinistra (nei video di presentazione lo mettono a sinistra non sarà che gli inglesi sono tutti mancini?)
  • Cavo HDMI-Micro HDMI
  • Alimentatore ufficiale
  • Microsd da 16GB con adattatore e sistema operativo preinstallato
  • L'ottima "Guida introduttiva" scritta dalla fondazione completamente in italiano

Ovviamente il tutto segue i colori scelti dalla fondazione, il bianco e il rosso (anche l'alimentatore è bianco). Visti il prezzo dei componenti singoli ho optato per il kit.

Software

Lato software abbiamo come sempre l'ottimo Raspberry Pi OS molto semplice da usare anche per un neofita. Ho comprato la macchina per avere un backup in caso di didattica a distanza e mio figlio di 7 anni l'ha preferita di gran lunga al mio tablet. In precedenti esperienze con Raspberry Pi OS lamentavo macchinosità in alcune operazioni e la mancanza di un tool in grado di gestire la stampante. Le macchinosità restano (anche se un po' attenuate) ma almeno il supporto di stampa è completo e con tool preinstallato. Non sono però riuscito a configurare con il tool la mia stampante Wifi (ho risolto collegandomi alla porta 631 via browser). Unico aspetto che secondo me resta da limare è la gestione del nuovo software, manca un tool in stile Ubuntu/Manjaro, "Aggiungi/rimuovi software" (installato di default) ricalca synaptic che ha fatto un po' il suo tempo e non è così immediato (sia nel fornire risultati che in fatto di semplicità).

Prestazioni

Inutile girarci intorno l'oggetto è una bomba, non si sperimentano mai rallentamenti di sorta nanche con applicazioni non preistallate. Chromium è quello che mi ha stupito di più ha buoni plugin preistallati ed è ottizzato molto bene, peccato non supporti più la sincronizzazione dell'account Google.

Dissipazione

Da quando è uscito Raspberry Pi 4 uno dei punti dolenti segnalati dai più è l'elevata temperatura raggiunta dalla macchina, tanto da "costringere" la fondazione a rilasciare una ventolina, programmabile via GPIO, adattabile al case ufficiale. In questo momento scrivo appoggiandomi al mio amato Raspberry Pi 4 via VNC e, complice anche la temperatura esterna piuttosto alta, la temperatura si attesta sui 70/75 gradi. La schedina si scalda abbastanza ma non raggiunge mai la temperatura di attenzione di 90 gradi (la quale farebbe dimininuire il clock al processore) ne tantomeno quella di allerta (che spegnerebbe tutto), infatti ho configurato la mia ventola per partire sopra gli 80 gradi. Invece la nostra piccola tastiera monta un dissipatore di calore passivo gigante (vedi immagine), che punta direttamente verso le bocchette di areazione centrali, facendo si che non si superi quasi mai la temperatura di 45/50 gradi, anzi in pieno inverno si attesa sui 25. Così facendo la temperatura è ottima e si evitano fastidiose, rumorose e sopratutto fragili ventoline.

Pi400-interno

Cosa non va

Ci sono alcuni punti negativi:

  • in questo momento di smart working e didattica a distanza sentiamo la mancanza dello slot camera CSI. Si è costretti a ricorrere ad una Webcam USB e sopratutto a rinunciare a tutte le librerie python per la gestione della camera.
  • i pin GPIO, oltre ad essere rovesciati rispetto ad un Pi 4 (gli hat tutti guardano verso il monitor), sono completamente scoperti. Come altri colleghi blogger avrei preferito vederli sul lato superiore del case magari comperti da uno sportellino. In quella posizione sono facile preda per polvere, elettricità statica e qualsiasi oggetto elettrico e non in giro per la scrivania.

Conclusioni

L'oggetto in pieno stile nostalgia piace molto a noi poveri nerd nati negli anni 70/80 ma anche ai bambini (il bambino di cui sopra non perde occasione per usarlo). Sul lavoro hardware e sull'ottimizzazione siamo al top, lato software c'ancora qualcosa da limare.

Voto 9/10