
Poche settimane fa la batteria del mio portatile principale (un convertibile Lenovo Yoga) si è autocandidata per il pensionamento anticipato, dopo alcune prove di ripristino (tutte fallite miseramente) ho deciso di recuperare un vecchio catorcio lasciato a prendere polvere ed insulti in un cassetto.
Anni anni or sono, attratto dal design e da non so che altro, ho avuto la malsana idea di comprare un portatile con processore AMD Vision. Tale processore immondo altro non era che il concorrente designato dei processori a basso consumo energetico Intel. La soluzione migliore trovata da AMD fu fondere CPU e GPU in quella che si definisce APU pensando fosse una buona idea (come darli torto, con la Playstation 4 ha funzionato). Non so se la colpa è solo del processore ma la macchina anche con l'aggiunta d 4 GB di RAM e il passaggio a disco rigido a stato solido non è mai stata reattiva, con nessun sistema operativo(neanche con quello preinstallato con tanto di driver).
Il catorcio da me acquistato è un Packard Bell EasyNote TE11BZ-110IT:
L'oggetto è stato fermo un po' quindi prima di tutto ho eseguito una pulizia con aspirapolvere e aria compressa. Con questa operazione ho visto l'utilità degli sportellini, alla fine era pulito senza doverlo smontare (ė uscito di tutto).
Una volta pulito e utilizzabile passiamo a scegliere il sistema operativo:
No dai diamogli una possibilità, per ora...
Neanche morto, a questo punto meglio Isola Ecologica OS con kernel Accetta e Boot Loader Accendino.
Ho provato tutte e tre, il sistema si avvia (anche se molto lentamente), funziona piuttosto bene ma è molto molto lento. L'unico desktop enviroment un po' più veloce è Cinnamon ma sempre sotto i limiti dell'accettabilità. Stranamente la distribuzione che si comporta meglio è la meno conosciuta dai più Manjaro. Quindi distribuzioni GNU/Linux rimandate con debito.

Lo confesso anche se sono un utente GNU/Linux di vecchia data apprezzo Chrome OS Flex. E' leggero, veloce con qualsiasi macchina e graficamente gradevole anche se senza fronzoli. Lo so non è completamente open (neanche il kernel Linux lo è) ed è sviluppato da una delle corporazioni più grandi dell'universo conosciuto però, come Android, monta Kernel Linux quindi un po' ci piace a prescindere. Chrome OS Flex altro non è che una distribuzione Linux molto brandizzata e lo possiamo vedere avviando il terminale crush (non raggiungibile tramite icona ma con la combinazione di tasti CTRL ALT T) e lanciando il comando 'uname -a'. Il terminale ci risponderà:

Ok abbiamo appurato che Chrome OS Flex è Linux ma possiamo affermare senza dubbio che non è GNU, infatti dal già citato terminale crush non è possibile lanciare nessun comando che permetta di interagire con il sistema operativo (cd, ls, mkdir, ecc.) né lanciare qualsivoglia eseguibile. Ho provato ad eseguire un applicativo scaricato ma non sono neanche riuscito a raggiungere la directory Download o a capire dove avrei dovuto copiarlo per eseguirlo dalla directory corrente (non avrei potuto copiarlo in ogni caso, il comando cp non funziona). Ho anche provato a giocare con le variabili d'ambiente senza successo. Questa non è una prova incriminante però non lascia ben sperare.

Tutto questo però non ci serve perché, anche se abbiamo un file manager, il sistema operativo è nato per il cloud quindi dobbiamo iniziare a pensare diversamente: per ogni operazione comune esiste una webapp o un servizio web apposito. Se proprio non possiamo/vogliamo ricorrere al cloud esiste il "Sistema di sviluppo Linux", per gli amici crostini, un software che a prima vista sembra simile a WSL ma che probabilmente altro non è che il chroot di un'immagine Debian (ho letto tutorial su come cambiare distribuzione ma non ne ho provati). Differentemente da Chrome OS standard Flex non ha il supporto per le applicazioni Android.
Differentemente dalle altre distribuzioni provate sulla macchina il sistema è reattivo sia con applicazioni native (Chrome e File manager) che con applicazioni avviate tramite il sistema di sviluppo Linux. Chrome Os Flex presta a crostini una porzione della RAM di sistema (nel mio caso 3 GB) quindi se non sia ha la presunzione di voler far girare applicazioni pesanti, tipo Android Studio, il tutto gira senza intoppi.
La risposta è no nel bene e nel male, il funzionamento di base è lo stesso ma con Flex non è possibile utilizzare App Android, però secondo molti Chrome OS Flex è più Linux di Chrome OS.
Siamo riusciti a recuperare una macchina vecchia, e che ha sempre dato problemi, in 20 minuti facendo qualche compromesso, Direi obbiettivo raggiunto.